
Alla fine del corso teatrale 2007/2008, i nuovi ed i vecchi attori della Compagnia Unicorno si mettono in gioco con questo spettacolo abbastanza
impegnativo che vuole riproporre tre diversi atti unici del famoso drammaturgo russo Anton Cechov.
Abbiamo scelto tre brani diversi ma con un comune denominatore: suscitare emozione nel pubblico.
I primi due, “L’orso” e “La Domanda di Matrimonio”, più spiccatamente divertenti, sono stati scritti
agli esordi della carriera drammaturgia di Cechov, due pieces formidabili dove tra scherzo, divertimento
e tensione amorosa viene fatto un grottesco affresco della nobiltà terriera russa di fine secolo.
Nel terzo, “La signora con il cagnolino”, tratto da un bellissimo racconto breve, le tematiche affrontate
nei precedenti atti unici vengono ampliate e approfondite, le atmosfere si fanno più suggestive e delicate...
Pronte a suonare le corde del sentimento e dell'emozione più profonda.
L'Orso:
Composto nel 1889 e tratto da un precedente racconto, l’orso vede sulla scena un'inconsolabile
vedova la quale, dopo la morte del marito, ha giurato di non uscire più di casa e di non incontrare nessuno.
Inutili sono le preghiere del servitore Luka: Elena Ivanovna Popova – questo il nome della protagonista –
è irremovibile. La situazione riceve tuttavia un imprevisto e violento ribaltamento, quando sulla
scena giunge Smirnov, ex ufficiale di artiglieria, che è venuto a riscuotere delle cambiali.
Il rifiuto della Popova a pagare e l’insistenza di Smirnov nell’esigere il dovuto, danno origine a un
concitato dialogo che culmina, addirittura, in una sfida a duello tra la donna e l’uomo.
L’immancabile colpo di scena finale, chiude in modo grottesco questo atto unico cechoviano.
Personaggi ed interpreti: |
| ELENA IVANOVNA POPOVA, vedovella, proprietaria terriera |
ALICE DEL MINISTRO |
| GRIGORIJ STEPANOVIC SMIRNOV, proprietario terriero di mezza età |
LAUTARO OLIVARI |
| LUKA, vecchio servo della Popova |
ETTORE CAPOZZA |
La domanda di matrimonio:
Fra ruggini antiche di buon vicinato, e comici squarci di vita campestre,
si assiste al ruvido approccio fra due inaciditi rampolli di buona famiglia.
Scritto da Cechov nel 1888 e definito dall’autore stesso uno scherzo, tratta della
domanda di matrimonio del proprietario terriero Ivan Vasiljevic Lomov a Natasha Stefanovna,
figlia del confinante possidente Stefan Stefanevic Cubokov. Uomo debole e nervoso, Ivàn non ha
il coraggio di dichiararsi prontamente alla ragazza e nell'enumerare i propri beni al sole cita
imprudentemente anche il Prato del Bove. Apriti cielo! Sul prato Natasha ha le idee chiare:
appartiene alla sua famiglia. Per niente al mondo, ribatte Ivàn, uomo indeciso su tutto, ma disposto
a scavare trincee di fronte alle "questioni di principio", che da sempre in questo mondo coincidono
col denaro. Ma di "principio" in "principio" i battibecchi si alternano a riappacificazioni, preludendo
a quello che sarà la futura vita matrimoniale.
Personaggi ed interpreti: |
| Stiepan Stiepanovic Ciubokov, possidente |
CRISTIAN PIGNATARO |
| Olga Stiepanovna, sua moglie |
SONIA CIAMPALINI |
| Natalia Siepanovna, sua figlia, venticinquenne |
ELENA BELLUCCI |
| Ivan Vassilievic Lomov, vicino dei Ciubukov, possidente |
GIULIO PACIARONI |
La signora con il cagnolino:
Adattato per il teatro da uno straordinario racconto breve del 1899, narra della storia d'amore
tra un uomo ed una donna che si incontrano casualmente in villeggiatura. I toni, inizialmente
ironici del protagonista maschile, il nostro LUI, che considera tutte le donne selvaggina pronta ad
essere cacciata, si fanno scherzosi al momento del corteggiamento della Lei, la protagonista senza cagnolino.
La tensione amorosa tra i due cresce fino a sfociare in amore.. I toni si fanno più seri,
riflessivi e pacati.. Fino al suggestivo e toccante finale..
Personaggi ed interpreti: |
| Lui |
JACOPO COLLESEI |
| Lei |
CRISTINA PUCCIONI |
| Un signore distinto |
MASSIMO CIOTTA |
L'Autore
Anton Cechov (1860 - 1904) può essere considerato il migliore autore drammatico
russo attivo alla fine dell’Ottocento. Narratore, oltre che drammaturgo, il suo
nome è rimasto legato alla stesura di alcuni lavori fondamentali nella storia del teatro
moderno: Il gabbiano (1896), Zio Vanja (1899), Tre sorelle (1901), Il giardino dei ciliegi (1904).
Ma il suo nome è altresì legato al Teatro d’Arte
di Mosca e alla figura del grande regista Konstantin Stanislavskij, che ne mise in scena i lavori teatrali.
Dopo essersi recato a Mosca per studiare medicina, Cechov si dedicò alla letteratura,
pubblicando racconti su alcuni giornali. Malato di cuore e tisico, condivise aspirazioni
e ideali comuni a molti giovani della sua generazione, proiettando la sua visione del mondo
in novelle che si distinguono per la sottile vena ironica.
All’ultimo decennio dell’Ottocento appartiene invece la serie di atti unici che lo stesso
Cechov volle definire “scherzi” e che preludono alla grande stagione drammaturgia con la quale
si conclude il cammino dell’autore.
La fama di Cechov è dovuta al grande rinnovamento drammaturgico che egli seppe proporre attraverso
le ultime opere teatrali.
Avviata una brillante collaborazione artistica con Stanislavskij, Cechov progettava di s
crivere nuovi drammi, quando venne colto dalla tisi, che lo uccise a soli 44 anni.
| Tecnico Luci e musica:
Alessio Valenti |
| Costumi:
Luana e Loretta Botti con l'aiuto di Evelina |
| REGIA: FABIOLA VERACINI |
Puoi controllare le prossime repliche nel calendario!