Lautaro

L'Orso - A. Cechov

Arrivato nel 2008, fin dai primi mesi di corso ha dimostrato le sue qualità. Lo distinguono presenza scenica, voce intensa ed espressività. La passione per l’arte teatrale in lui è più che mai evidente, quasi un tratto somatico.

Capace di gettarsi a capofitto in ogni personaggio, riserva sempre delle sorprese inaspettate, capace di conquistare anche il regista più smaliziato ^_^.

Sempre pronto a mettersi in gioco e a lavorare duramente per migliorarsi, le sue doti non potevano non farlo notare, e dopo l’eccellente lavoro svolto durante i corsi, è stato scelto nel 2011 per il gruppo di punta della compagnia.

Ecco cosa dice di sé…

Quando e dove sei nato?
Sono nato il 27/05/1981 a Castelfiorentino
Che lavoro fai?
Spero di laurearmi presto in ingegneria aerospaziale, per adesso aiuto mio padre nella nostra piccola impresa artigiana
Che vuoi fare da grande?
Da piccolo volevo fare il benzinaio, il camionista, il dottore e l’agente segreto. Ora mi accontenterei di fare l’ingegnere in campo aeronautico!
Esperienze prima della Compagnia Unicorno?
Nessuna, a parte una recita alle elementari dove facevo un ciabattino. Brillai per una dizione perfetta. A proposito, lo spettacolo era muto
Cosa hai fatto con la compagnia Unicorno?
Il debutto è stato interpretando Smirnov ne “l’Orso”, parte di Allegro ma non troppo di A. Checov, al fianco di due attori molto più navigati di me. All’inizio è stato un po’ sconfortante vedere il divario tra me e loro, ma questo mi ha dato la spinta a dare il meglio di me. Come dire…”challenge accepted!!!”. Poi è stato il turno del povero maggiordomo William in “Assassinate la zitella”, Thomas in “Verso l’ora zero”, giallo poco noto di Agatha Christie, “il fantasma di Canterville”, dove ho interpretato niente meno che sir Simon Canterville!!! Infine il dottor Emmeth in “La sconcertante signora Savage”.
Quale è stato il lavoro che più ti è piaciuto?
Domanda difficile, anzi complicata. Dei personaggi che ho interpretato molti avevano caratteristiche e personalità, diverse per ognuno, che mi piaceva e divertiva molto poter rappresentare sul palco. Dovendo scegliere direi “il fantasma di Canterville”, che è lo spettacolo che mi ha impegnato di più, e quindi che mi ha dato maggiori soddisfazioni. Ma ad ogni spettacolo sono legati ricordi ed emozioni particolari che li rendono speciali ognuno a modo suo.
E il lavoro che ti è piaciuto di meno?
Qui ci metterei il maggiordomo William, ma solo perché ha una insana passione per il tè corretto col cianuro.
Cosa ti piace di più di questa compagnia?
Non vorrei suonasse scontato ma ciò che preferisco della compagnia è proprio la compagnia delle persone che ne fanno parte. Se si arriva ad un corso o a delle prove e siamo crucciati o stressati per la vita quotidiana e quando andiamo via siamo invece più rilassati e sorridenti, allora è una ottima compagnia. E questa lo è senz’altro! Intendiamoci…non è che si venga al corso e si faccia ricreazione due ore. I corsi sono impegnativi e richiedono presenza e lavoro costante, ma se si sta bene con le persone che si hanno intorno, è tutta un’altra storia! Questo vale sia per le attrici e gli attori che naturalmente per la nostra regista, la quale, tra le altre cose, ha la capacità di essere chiara e comprensibile anche quando questo è un’autentica sfida, visti alcuni temi affrontati nei corsi!
Cosa non ti piace?
La panca di scena, è troppo pesante
Una frase da lasciare ai posteri?
Portatevi la panca da casa!

A parte la panca, io ho cominciato a seguire il corso di teatro, lo ammetto, non tanto perché mi interessasse calcare un palco ma più che altro per cercare di migliorare aspetti di me tipo timidezza e dizione (ah…la dizione). Non avrei lontanamente pensato di salire veramente su un palco, ritenendomi del tutto inadatto perfino a leggere una lista della spesa a voce alta a più di tre persone. Poi è successo. Ci sono salito e mi è piaciuto tanto! L’adrenalina del palco è qualcosa che non si dimentica, e quando finisce dopo un po’ se ne vuole ancora!

In sostanza non scartate un percorso solo perché sembra troppo “difficile”, sarà un’occasione persa per conoscere meglio se stessi ed esplorare (e magari superare) i propri limiti!

Scusate, il dono della sintesi non mi appartiene. Grazie per aver letto fin qui! Ci vediamo presto a teatro!!!