Ylenia

A LezioneDotata di una naturale espressività scenica, e di un’innata predisposizione a trasmettere allegria, si è dimostrata subito un indispensabile elemento per la compagnia.

Una comicità semplice, ma dirompente e irresistibile, non può non conquistare chiunque si sieda fra il pubblico a guardare.

Ylenia è un’attrice creativa, imprevedibile. Disposta sempre a mettersi in gioco con sagace autoironia, riesce ad interpretare anche ruoli molto impegnativi e drammatici, dimostrando la sua versatilità.

Scoppiettante caratterista in ruoli comici, o intensa regina del dramma?

Ai posteri l’ardua sentenza!

Quando e dove sei nata?
Sono nata il 21 Maggio 1983 a Empoli
Che lavoro fai?
Faccio la modellista di abbigliamento per un’azienda della zona.
Che vuoi fare da grande?
Sarei felice se questa grande passione si trasformasse, per me e per i miei amici in qualcosa di più concreto e completo, anche se per ora, devo dire che il mio lavoro mi piace molto, anche perché (molto di rado purtroppo) mi permette di realizzare anche qualche vestito di scena, una piccola soddisfazione, ma soprattutto un grande divertimento!!!
Cos’hai fatto prima della Compagnia Unicorno?
Assolutamente nessuna, se si escludono le recite di natale della scuola elementare! Mai come in questo caso quindi : ”chi ben comincia è a metà dell’opera”!
Cosa hai fatto con la compagnia Unicorno?
- Ho partecipato a due spettacoli messi in scena dalla compagnia: il primo era un giallo scritto da Agatha Christie, si chiama “Verso l’ora zero”( è un testo non molto conosciuto anche se l’intreccio è davvero ben fatto e come in tutti i gialli che si rispettino, l’assassino si scopre solo nell’ultima scena!); il secondo è una commedia di John Patrick il cui titolo è “La sconcertante signora Savage”, devo dire che questo testo, soprattutto con le aggiunte fatte nella nostra messa in scena, è bellissimo, e nonostante sia inquadrato come commedia, include davvero dei momenti di grande emozione. A questo si aggiungono “Teatrando 3″ e monologhi o scenette che nel corso degli anni abbiamo recitato, ci fosse il pubblico oppure no!
Quale è stato il lavoro che più ti è piaciuto?
Sono molto affezionata a “Verso l’ora zero”, perché è stato uno spettacolo che ci ha unito molto come compagnia, ma d’altra parte lo stesso è successo anche con “La sconcertante signora Savage” che oltre tutto mi ha regalato il ruolo più bello che io abbia mai interpretato fino ad oggi, adoro la delicata leggerezza di Fairy May, così fuori dal mondo, con un bisogno d’amore così terreno!
E il lavoro che ti è piaciuto di meno?
Il lavoro che mi è piaciuto meno è stato un pezzo che abbiamo messo in scena qualche anno fa tratto da “Nozze di sangue” di Gabriel Garcia Lorca, , un pezzo tragico che non si sposava molto con il mio modo di essere! Oggi forse sarei incuriosita da una cosa tanto distante da me!
Cosa ti piace di più di questa compagnia?
Le persone che la compongono,con cui condividiamo non solo una grande passione, ma soprattutto una grande amicizia. Potrei dire che sono contenta del lavoro che facciamo, perchè ci prepariamo tanto e bene, in un modo non comune per le compagnie di livello amatoriale; che ci viene, con estrema pazienza ed estremo amore, insegnato tutto quello che serve per stare su un palco (indipendentemente da come noi lo applichiamo)dalla dizione, alla respirazione, dal gesto, alla voce. La verità è che negli anni si è costituito un gruppo splendido, che si fa forza e coraggio, che si dà una mano e che cresce insieme, a partire dalla nostra insegnante a tutti noi, nessuno escluso (grazie).
Cosa non ti piace?
Esco dal corso stanchissima (ma spesso anche soddisfatta)!!!
Una frase da lasciare ai posteri?
Ne ho due (di cui neanche una mia!):

“La tristezza è un ricatto, è il delitto perfetto, che fa vittime più della peste, e non desta sospetto. Per la fine del mondo è prevista una festa che inizia da ora…” Jovanotti

“La felicità è come l’acqua. Non arriva in un momento, bisogna trovarla, preparare la pompa, fare un pozzetto,mettere le tubature ed i rubinetti. Dopo che te la sei conquistata con fatica, allora la puoi bere”. Stefano Benni