I’ Garibaldino Vinciarese

Manifesto

“Quando un paese si racconta, è anche un teatro vivo e coinvolgente, non una mera rappresentazione, ma una vera e propria testimonianza di passioni e di valori da tramandare alle nuove generazioni”

Nicola Baronti

SCENE DA ” I’ GARIBALDINO VINCIARESE”, NEL 152° ANNIVERSARIO DELL’UNITA’ D’ITALIA

Album di ricordi
Foto di Arianna Scarselli
La lettera del Martelli, Vinci 1859 (interpete Lautaro Olivari)
Le Cembalaie e gli stornelli toscani
i
La storia di Italia Donati
Italia Donati ( interprete: Alice Del Ministro)
Il pranzo di Sant’Andrea del 1882 : la condanna del Ciompi
“Se la gente chiacchiera vuol dire che quarcosa l’è vero !”

LO SPETTACOLO:

Non è la storia ufficiale, ma la storia della gente comune, la passione dei poeti di Vinci tra ‘800 e ‘900, quella che Nicola Baronti e la Compagnia Teatrale Unicorno racconteranno e porteranno in scena in occasione del 152° centenario dell’Unità d’Italia, a Vinci.

I’ GARIBALDINO VINCIARESE: La nuova Italia a Vinci, tra ‘800 e ‘900

Liberamente ispirato all’antologia ” Befanate e scherzi in poesia” Sarnus, 2011

a cura di Nicola Baronti

consulenza Raffaello (Marco) Santini e Francesco Cianchi

REGIA : FABIOLA VERACINI

INTERPRETI, in ordine di apparizione:

NICOLA BARONTI, LAUTARO OLIVARI, MATTIA RIGATTI, YLENIA SPINELLI, ALICE DEL MINISTRO, ELENA BELLUCCI, MARIALUISA MANZUOLI

CONSULENZA MUSICALE

FEDERICA BARONTI

Uno scrigno di scoperte, aneddoti e curiosità sulla storia del paese di Leonardo, raccontate direttamente con le parole dei protagonisti del tempo: non letterati o accademici, ma cittadini con la vena poetica. Una ricerca sulle tradizioni e la poesia popolare vinciana e del Montalbano iniziata ormai da qualche anno da un gruppo di appassionati, come Raffaello Santini e Francesco Cianchi, con il contributo dei paesani che magari nelle soffitte o nelle tasche di vecchi abiti hanno ritrovato i versi e i pensieri degli antenati che hanno vissuto e raccontato inconsapevolmente il loro tempo, quello dei primi anni dell’Unità d’Italia. All’epoca, a Vinci, era molto sentito il mito di Garibaldi, che peraltro nel 1867 vi soggiornò per oltre un mese, grazie anche all’amicizia con alcune famiglie e di qualche garibaldino. Ma la storia è molto strana, fatta di colpi di scena, anche per la fragilità dell’animo umano, in un’epoca di contrasti ideologici e passioni dalle tinte forti, con sullo sfondo degli anni Ottanta dell’800 le storie drammatiche della maestrina di Porciano, Italia Donati, e quella dimenticata del medico poeta di Vinci, Filippo Ciompi, in lotta contro coloro che rappresentavano il potere locale, accusati di una vera e propria strumentalizzazione del mito di Garibaldi. Saranno altre persone e altri moti sociali a portare avanti quell’esigenza di Giustizia e Libertà evocata nei motti dei primi garibaldini. Questa volta sono i poeti contadini, qualcuno di loro anche analfabeta, a tramandare la storia, grazie all’innata dote poetica in grado di arrivare alla gente più semplice e umile: uno spaccato di fine secolo con le voci dei poeti di Vinci e di Lamporecchio, nel quale già si evidenziano le grandi anime politiche e sociali del Novecento, nella complessa drammaticità che caratterizzerà il nuovo secolo. Non è la storia ufficiale, ma la storia della gente comune.

Nel segno di una grande tradizione locale, il teatro amatoriale del piccolo borgo di Leonardo si rende ancora una volta protagonista di un interessante laboratorio teatrale, sulle fondamenta di quella Quarconia ottocentesca (il nome del vecchio salone in cui si ritrovavano a veglia i poeti vinciani) a cui da qualche anno è intitolata la rassegna-concorso del teatro amatoriale di Vinci. Nello spirito originario di quel teatro di popolo e fatto per il popolo, Nicola Baronti, curatore dell’antologia dei poeti locali, ed i giovani attori della Compagnia Teatrale Unicorno di Vinci, con la regia di Fabiola Veracini, si confrontano nel tentativo di accompagnare il pubblico in un originale percorso nella memoria collettiva, con la poesia e la rappresentazione teatrale. Si tratta di una piccola produzione locale, se così la possiamo definire, nata dall’incontro di esperienze diverse e da una sinergia di volontà, intenti e auspici coltivati dall’organizzazione del concorso regionale del teatro amatoriale di Quarconia: la Casa del Popolo di Vinci e altre associazioni locali. Come sottolineano l’autore e la regista dello spettacolo “Quando un paese si racconta è anche un teatro vivo e coinvolgente, non una mera rappresentazione, ma una vera e propria testimonianza di passioni e di valori da tramandare alle nuove generazioni”. Questo è lo spirito tutto toscano de “I’ Garibaldino Vinciarese”!

Articolo gentilmente concesso da Nicola Baronti