La follia di Caino 2011

Dramma in 2 atti di Daniela Ariano

“Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. Ma chi è Caino e chi è Abele? Nessuno può dirlo.”

Virgilio, atto II

Locandina Follia di CainoLa trama si dipana in un viaggio onirico-psicologico nella vita dei due fratelli, affrontando lo storico scontro Caino-Abele. Incentrata sul duetto fra i due personaggi principali, cattura l’attenzione del pubblico grazie a un ritmo incalzante e ad inaspettati colpi di scena.

Capace di emozionare, coinvolgere e commuovere, “La Follia di Caino” può senz’altro essere definito un dramma d’autore.

Lo stile dell’autrice, contemporanea, è attuale e denso, toccante nella sua semplicità.

PERSONAGGI E INTERPRETI IN ORDINE DI APPARIZIONE:

VIRGILIO ……………. SINACORI FRANCESCO
FEDERICO……………COLLESEI JACOPO
PADRE…………………PIGNATARO CRISTIAN
RACHELE……………..BELLOFATTO VITTORIA
MADRE…………………DEL MINISTRO ALICE
PAOLA………………….PUCCIONI CRISTINA
INFERMIERI…………..PISANINI ENRICO, PUCCI MADDALENA

REGIA…………………..VERACINI FABIOLA

EFFETTI e COREOGRAFIE……..VERACINI FABIOLA
TECNICI LUCI………..VERACINI FABIOLA, OLIVARI LAUTARO

AL PIANOFORTE……CARLI SERAFINO
VARIAZIONI……………CARLI SERAFINO

AUTORE……………….ARIANO DANIELA

Breve analisi dei personaggi

VIRGILIO, un uomo debole e remissivo, vissuto all’ombra del fratello

FEDERICO, fratello di Virgilio, sicuro di sé, uomo di successo, brillante e sempre alla moda

REBECCA, sorellina dei due, stravede per Federico, che preferisce a Virgilio

PADRE, uomo severo e intransigente. Deluso da Virgilio, preferisce ostentatamente Federico

MADRE, leggera e vanitosa, paragona apertamente fra loro i due fratelli, dimostrando di apprezzare Federico e disprezzare Virgilio

PAOLA, moglie di Virgilio, lo tradisce con Federico

Note della regista

Il dramma è impreziosito da musica suonata dal vivo al pianoforte.

Serafino Carli, giovane pianista di talento, accompagna con la sua musica tutta l’opera.

Ho pensato che una musica coinvolgente, qual’è quella che ci regala un pianoforte sapientemente suonato, fosse più idonea a guidare lo spettatore, e perché no, anche gli attori, all’interno della scena, coinvolgendoli in maniera più piena e appagante.

Per la regia si è scelta un’impronta onirica, a tratti cupa, ma che meglio sottolinea l’adagio del testo e il profondo messaggio che ne sta alla base.

In una società che spesso stravolge e travolge le dinamiche familiari, specchio di un infinito circolo sociale in continuo movimento, è necessario e vitale soffermarsi a riflettere.

Chi è Caino, e chi è Abele? Ci chiede Virgilio in una delle sue battute finali…

La domanda ci riporta ad un dilemma drammaticamente attuale e universalmente umano: chi è la vittima, e chi il carnefice? Siamo tutti allo stesso tempo entrambe le cose, nei confronti degli altri, e soprattutto di noi stessi? Dobbiamo analizzarci nel profondo; scoprirci e partire da qui, da questo infinito universo che è l’individuo, per capire il mondo che ci circonda e provare a migliorarlo.

Virgilio è senz’altro una vittima, poiché vittima è colui che non lotta, o non può più farlo, per cambiare le cose.

Attingendo agli insegnamenti di Augusto Boal, e del suo “Teatro dell’Oppresso” (la definizione di oppresso per Boal è diversa da quella di vittima, poiché l’oppresso ha ancora la forza e la voglia di lottare), ho scelto di prendere, in alcuni momenti, anche spunto dalle tecniche del teatro-immagine, sperimentando orizzonti per me nuovi, convinta che, a volte, una fotografia vivente possa esprimere molto bene le inquietudini dell’animo.

Ho dunque giocato con questi strumenti, con le luci e con le maschere, per rendere sulla scena i fantasmi, le paure di Virgilio. Che spesso sembrano ricalcare così bene e in maniera sconvolgente alcuni dei nostri, personalissimi, drammi interiori.

Fabiola Veracini

Foto