La sconcertante Signora Savage

(The Curious Savage) Commedia in tre atti di John Patrick

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Savage: “Che cosa voleva dire – Non dorma? ”    Hannibal: “Nessuno di noi dorme, qui”   Savage: “E dove Locandinadormite?”   Hannibal: “Non dormiamo affatto. Oh, andiamo tutti in camera, su questo ci siamo messi d’accordo. Ma restiamo svegli. Se ci si addormenta, oggi finisce e comincia domani. Oggi siamo sicuri, ma domani chi sa cosa può succedere! Così non dormiamo mai! Come vede, niente di più semplice!”

Scena XII - Atto Primo

Cosa arriverebbero a fare tre figliastri avidi e senza scrupoli per mettere le mani sul patrimonio di famiglia? Semplice: rinchiudere la stravagante matrigna in manicomio!

Così, la Signora Savage, donna di cuore ma un po’ fuori dalle righe, si trova alle prese con una situazione all’apparenza paradossale, ma dai risvolti profondi e inaspettati. Costretta alla convivenza forzata con un gruppo di pazienti della “Casa di Cura I Chiostri”, la scoppiettante signora metterà a punto il suo piano per prendersi la rivincita sugli ingrati figli del marito, passato – ahimè – a miglior vita, lasciando alla moglie tutto il patrimonio milionario. Patrimonio che i figli le vogliono ovviamente sottrarre con ogni mezzo, preferibilmente illecito.

Scoprirà così, fra insoliti ed esilaranti episodi di vita quotidiana, che ai margini della società cosiddetta “da bene”, si può comprendere veramente e pienamente il senso della vita, imparando a guardare il mondo da punti di vista non convenzionali.

PERSONAGGI ED INTERPRETI in ordine di apparizione

FLORENCE………………………………………..MARIALUISA MANZUOLI

HANNIBAL………………………………………..MATTEO DALL’OLMO

FAIRY MAY………………………………………..YLENIA SPINELLI

JEFFREY…………………………………………….JACOPO COLLESEI

LA SIGNORA PADDY…………………………FEDERICA FONDATI

LA SIGNORINA WILLIE…………………….MADDALENA PUCCI

IL SENATORE TITO SAVAGE…………….MATTIA RIGATTI

LILY BELLE………………………………………ELENA BELLUCCI

IL DOTTOR EMMETT………………………..LAUTARO OLIVARI

LA SIGNORA SAVAGE………………………ALICE DEL MINISTRO

E per la prima volta sulle scene………. GABRIEL MAZZA

REGIA…………….FABIOLA VERACINI

COSTUMI: Fabiola Veracini, Elisabetta Tacci, Ylenia Spinelli, Loretta e Luana Botti, Natalina Civeli

NOTE DI REGIA

Quando ho letto per la prima volta “La Sconcertante Signora Savage”, sono rimasta molto colpita dalla nota di fondo che vibrava nell’opera. È stata la sensazione lasciatami da quella melodia discreta, che guida dolcemente l’andamento della scena, ad ispirare la mia regia in questo lavoro.

Scritta da John Patrick nel 1951, questa commedia americana ha tutto il sapore fresco di quegli anni, che nella regia abbiamo cercato di mantenere. I pazienti de “I Chiostri” vivono in un mondo rosato e fiabesco, che si sono costruiti a poco a poco, muovendosi come all’interno di una protetta e tranquilla casa di bambole. La scenografia e gli arredi di scena vogliono rendere questa ovattata atmosfera, teatro di una vita quotidiana al di là delle apparenze, in un testo che fa dell’umorismo intelligente e soave, mai grottesco, il suo punto di forza.

Ma il riso nasconde dietro di sé una canzone amara e allo stesso dolcissima, portavoce di un disagio interiore elegantemente e discretamente portato. Un pubblico attento non potrà non commuoversi di fronte alla soavità degli ospiti de “I Chiostri”. Non potrà non riscoprire, attraverso i personaggi dell’opera, il bambino fragile e giocoso sopito in ognuno di noi. I personaggi mostrano alla protagonista, e a noi insieme a lei, il loro mondo nuovo e sorridente, e ogni spettatore potrà affacciarsi alla porta di questo mondo con l’atteggiamento entusiasta, e trepido allo stesso tempo, che abbiamo avuto tutti, da bambini, nella scoperta della vita, tremolanti e ansiosi di muovervi i primi passi. Per i pazienti de “I Chiostri”, però, non si tratta purtroppo di un inizio, bensì di una fine: immobili nel loro mondo semplice e fanciullesco, eretto a difesa dalla paura e dal dolore, non potranno forse mai più ricominciare a vivere. E mentre, generosi, donano a noi una nuova visuale, catartica e rivelatrice, restano a salutarci dalla finestra mentre abbandoniamo le loro sognanti vite, dove il tempo, per loro, non tornerà mai a scorrere.

È qui che la commedia, attraverso la brillante estrosità di John Patrick, si tinge di amarezza, e la voce della ragione parla con la saggezza del dottor Emmett: “Il suo posto è nel mondo, Signora Savage, dove ancora può rendersi utile [...] La porta è aperta per lei: accetti la sua solitudine.”

È questa sensazione, che ognuno di noi interpreta e gestisce a suo modo, che non ho voluto lasciare in disparte.

Ho voluto dare una voce a quei personaggi ai quali non si può fare a meno che affezionarsi, alla loro inquietudine, solitudine, disagio… Perché, almeno sulla scena, non passino inosservati.

L’impronta che ho voluto dare alla mia regia si svolge su due livelli: uno è quello leggero, brioso, di ampio respiro, tipico della commedia, al quale i costumi e l’atmosfera degli anni cinquanta si sposano così bene.

L’altro, nascosto, è il livello profondo e interiore.

Questo è il motivo per cui ho inserito un quadro iniziale come preludio, perché lo spettatore venga guidato oltre le apparenze, attraverso un’immagine che lo predisponga alla riflessione, sperando che lasci aperta, dentro di sé, una finestra per “vedere”, oltre che semplicemente “guardare”.

Fabiola Veracini

Video: http://www.youtube.com/watch?v=um_1QnHyUpQ